Autore
admin
Ti piace?
Da qualche settimana ormai si sente spesso parlare del nuovo aggiornamento proposto da Google riguardo il posizionamento dei siti proposti all’interno del motore di ricerca.
Se avete già letto qualcosa sul web, sicuramente sarete venuti a conoscenza del fatto che questo aggiornamento è stato introdotto già in USA il 24 Febbraio 2011 penalizzando circa il 12% delle ricerche americane.
Le informazioni postate dai bloggers italiani riguardo questo nuovo aggiornamento, dal mio punto di vista, sono molto superficiali e sono state scritte semplicemente per fare notizia e posizionarsi tra i primi risultati di Google in Italia. Fortunatamente qualcosa in Google sta per cambiare davvero e con molta probabilità saranno penalizzati proprio questi siti a scarso contenuto informativo.
Anche se in Italia non è stato ancora introdotto l’aggiornamento, è suonato il campanello d’allarme per le aziende che si occupano di SEO.
Ma quali svantaggi e vantaggi porterà questo aggiornamento? A chi sono rivolte le penalizzazioni?
Google attualmente è il motore di ricerca più utilizzato perchè riesce a fornire sempre ricerche pertinenti e con contenuti originali. Google quindi fornisce da anni preziosi consigli per assicurarsi un corretto posizionamento all’interno del motore di ricerca, incentivando chi lavora attivamente sul web inserendo articoli che non siano copie di altri articoli già presenti e che non facciano un utilizzo forzato delle parole chiave.
Anche se Google mantiene i propri algoritmi segreti, i due principali ingegneri che lavorano al progetto Google Panda, Matt Cutts e Amit Singhal, hanno fatto intuire in un’intervista quali sono i fattori che influiscono sulla penalizzazione da parte del nuovo aggiornamento:
- Un’alta percentuale di contenuti duplicati.
Il che potrebbe affliggere quei siti che spesso ripropongono articoli già trattati riscrivendoli ed aggiungendo semplicemente alcuni aggiornamenti. In questi casi ad esempio, la procedura più corretta dovrebbe essere quella di non riscrivere l’articolo ma aggiornarlo e modificare la data.
- Percentuale bassa di contenuti orginali presenti sull’intero sito o sulla pagina.
- Il contenuto proposto nella pagina non rispecchia esattamente i termini di ricerca utilizzati su Google per trovarla.
Questo potrebbe finalmente decretare la fine di tutti quei siti che nelle loro pagine mostrano in alto una serie di parole chiave tutte correlate tra loro e che allo stato attuale favoriscono molto il posizionamento della pagina sul motore di ricerca di Google. Tantissime aziende e privati che si occupano di SEO infatti, propongono alle aziende la realizzazione e il posizionamento del sito sui motori di ricerca, sfruttando anche quest’ultima tecnica. Nel passato alcuni siti, sono stati penalizzati da Google perchè avevano utilizzato questa tecnica rendendola invisibile agli occhi dell’utente. Utilizzando il codice CSS è possibile rendere una porzione di testo invisibile semplicemente associando il codice: “visibility: hidden;”. Se la teoria è corretta, l’aggiornamento che apporterà Google Panda farà affondare i siti che hanno fatto largo uso di tecniche SEO pesanti, per favorire invece chi stava dietro e che possibilmente curava il sito con aggiornamenti regolari e “onesti”. Certezza che potremo avere nel momento in cui Google Panda approderà in Italia (questione di massimo qualche mese se non settimane).
- Titolo della pagina e tag H1 non corrispondente con il testo contenuto all’interno della pagina.
- Pagine indicizzate con il solo scopo di ricavare guadagni tramite la pubblicità.
- Nessun link o credito da parte dei Social Media più diffusi.
Anche se molti studiosi considerano i Social Media come traffico aggiunto al sito e non ne riconoscono alcun legame a livello SEO per via dei link che solitamente presentano il “nofollow”, con questo aggiornamento è possibile aspettarci qualche cambiamento anche da questo punto di vista. Anche se gli spider di Google sono programmati per non seguire i links che utilizzano il tag “nofollow”, non è detto che Google stesso non possa fare eccezioni per alcuni Social Media e dare quindi importanza ad alcuni links. Abbiamo già visto infatti, come Twitter sia stato appoggiato da Google nella ricerca delle notizie più recenti. E se Google decidesse di dare importanza ai links provenienti da Twitter o Facebook valutandone la qualità in base al numero di amici che seguono quel determinato profilo su Twitter o Facebook?
Credo sia inutile continuare a praticare tecniche di SEO pesante, piuttosto si dovrebbe far capire che il SEO è l’utilizzo di alcune conoscenze informatiche per migliorare sia la struttura che l’organizzazione di un sito per essere ben visto da Google. Il ruolo fondamentale lo giocherà il Copywriter che dovrà garantire un contenuto originale, preciso e realmente informativo.
Con Google Panda sarà possibile dire addio a quei siti realizzati con il solo scopo di guadagnare copiando notizie da varie fonti. Sarà possibile inoltre, dire addio a tutte quelle agenzie che si presentano presso le aziende promettendo mare e monti ma che in realtà di SEO non hanno capito ben nulla.
Per un web più pulito e orientato al sociale, io voto SI per Google Panda!
http://daily.wired.it/blog/hoax_buster/torna-l-appello-per-rachel-stavolta-con-foto-shock.html
Articoli Simili
Commenti